FAQ2020-03-29T15:36:18+02:00

F.A.Q. (domande frequenti)

Limitare il consumo di sostanze nutritive che favoriscono il processo infiammatorio2020-03-29T10:45:52+02:00

Limitare il consumo di sostanze nutritive che favoriscono il processo infiammatorio (per esempio l’acido arachidonico , in quanto viene convertito dall’organismo in prostaglandine infiammatorie e leucotrieni) riducendo gli zuccheri semplici e il consumo complessivo di grassi ;

Incrementare il consumo di sostanze nutritive con azione antinfiammatoria2020-03-29T10:46:25+02:00

Incrementare il consumo di sostanze nutritive con azione antinfiammatoria, come gli acidi grassi polinsaturi Omega-3, che inibiscono la sintesi dei mediatori dell’infiammazione;

Incrementare l’apporto di antiossidanti come le vitamine A, C ed E2020-03-29T10:46:53+02:00

Incrementare l’apporto di antiossidanti come le vitamine A, C ed E, ma anche minerali come zinco e selenio, in quanto agiscono contro i radicali liberi e aiutano a contrastare l’infiammazione. Un alimento che contiene molti di questi nutrienti protettivi è il Grana Padano DOP che, in soli 25 grammi (porzione giornaliera media raccomandata), apporta 56 µg di vitamina A, quasi 3 mg di zinco e 3 µg di selenio, oltre a tanto calcio e proteine ad alto valore biologico che rinforzano muscoli e ossa;

Aumentare l’apporto di magnesio con la dieta2020-03-29T10:47:41+02:00

Aumentare l’apporto di magnesio con la dieta. Questo minerale contribuisce a ridurre la tensione muscolare che peggiora la percezione di dolore;

Aumentare il consumo di fibra 2020-03-29T10:48:12+02:00

Aumentare il consumo di fibra per mantenere una flora intestinale adeguata, in quanto alcuni studi hanno messo in correlazione la disbiosi intestinale con le malattie reumatiche.

I due capitoli che seguono indicano gli alimenti da limitare e quelli generalmente consigliabili in presenza della malattia, ma non la frequenza o la quantità necessaria per un’ equilibrata alimentazione , che può e deve essere prescritta solo dal medico specialista.

Carni grasse2020-03-29T10:56:07+02:00

Carni grasse come selvaggina e frattaglie.

Insaccati2020-03-29T10:55:37+02:00

Insaccati come salsiccia, mortadella, salame, etc.;

Condimenti grassi2020-03-29T10:55:13+02:00

Condimenti grassi come burro, lardo, strutto, margarine;

Bevande zuccherine e soft drink2020-03-29T10:54:44+02:00

Bevande zuccherine e soft drink, come cola, acqua tonica, tè freddo, ma anche succhi di frutta , perché contengono naturalmente zucchero (fruttosio) anche se sulla confezione riportano la dicitura “senza zuccheri aggiunti”;

Frutta sciroppata2020-03-29T10:54:01+02:00

Frutta sciroppata, candita, mostarda di frutta

Dolci2020-03-29T10:53:30+02:00

Dolci e dolciumi (es: torte, pasticcini, biscotti, budini, merendine, gelati, caramelle, marmellate, etc.);

Zucchero2020-03-29T10:50:25+02:00

Zucchero bianco, di canna, miele e dolcificanti in senso lato (es: sciroppi). Per zuccherare le bevande, se non è possibile fare a meno del gusto dolce, si può utilizzare il dolcificante;

Alcolici2020-03-29T10:49:38+02:00

Alcolici (inclusi vino e birra). L’aumento della frequenza del consumo di alcol è associato alla gravità della malattia (quanto più spesso si bevono alcolici, tanto più la condizione patologica può aggravarsi), soprattutto nel caso dell’artrite reumatoide. I rischi di epatotossicità dovuti all’alcol possono essere maggiori nelle persone che assumono metotrexato;

Spezie ed erbe aromatiche 2020-04-10T12:22:16+02:00

Spezie ed erbe aromatiche per insaporire le pietanze (anche al posto del sale). Tra le spezie, la curcuma sembra possedere delle proprietà antinfiammatorie discretamente utili nelle prime fasi della malattia reumatica.

Carni bianche2020-03-29T11:03:08+02:00

Carni bianche (pollo, tacchino, coniglio), consigliate per l’elevato apporto proteico abbinato ad uno scarso contenuto di grassi, oppure carni rosse ma scelte nei tagli più magri e private del grasso visibile. La carne è un’ottima fonte di ferro, minerale importante nel trattamento delle malattie reumatiche in quanto spesso possono portare anche ad anemia;

Pane, pasta, riso, farro, orzo ed altri tipi di carboidrati compless2020-03-29T11:02:31+02:00

Pane, pasta, riso, farro, orzo ed altri tipi di carboidrati complessi, meglio se derivati da farine integrali . I cereali integrali, grazie alla loro particolare composizione chimica, aumentano gli apporti di fibra e riducono il picco glicemico. L’insulina prodotta in risposta al picco glicemico aumenta la produzione di eicosanoidi, cioè derivati dell’acido arachidonico. Attenzione, quindi, a riso brillato , farina di riso e cereali raffinati in genere (es: pane bianco comune, fette biscottate, crackers, grissini, etc.) perché possiedono un maggiore indice glicemico e sono da consumare in piccole quantità;

Frutta fresca2020-03-29T11:01:52+02:00

Frutta fresca (due-tre porzioni al giorno), in quanto rappresenta, insieme alle verdure, la maggiore fonte di antiossidanti, vitamine, minerali e fibre. Variare il più possibile il colore e la qualità dei frutti per garantire un maggiore apporto di tutti i nutrienti in grado di inibire l’azione dell’acido arachidonico e prevenire i danni causati dai radicali liberi. Consigliato il consumo della buccia per mantenere intatti tutti i nutrienti, naturalmente se commestibile e dopo averla lavata bene con acqua corrente;

Verdura2020-03-29T11:01:24+02:00

Verdura cruda e cotta da assumere in porzioni abbondanti (almeno una ad ogni pasto) per l’importante apporto di vitamine, sali minerali, antiossidanti e fibre. Cercare di variare il più possibile la qualità (quindi i colori) dei vegetali, scegliendo possibilmente quelli di stagione, per garantire una maggiore scorta di questi nutrienti efficaci contro l’infiammazione. Inoltre, il contenuto di fibra è molto utile per mantenere una corretta flora batterica intestinale. Buone quantità di magnesio si possono trovare in carciofi, zucchine, broccoli, cavolo e cavolfiore;

Formaggi magri2020-04-10T12:22:50+02:00

Formaggi magri (robiola, crescenza, primo sale, etc.) o che contengono meno grassi rispetto al latte intero con cui sono prodotti, come il Grana Padano DOP.

Frutta secca a guscio2020-03-29T10:59:54+02:00

Frutta secca a guscio, in particolare noci , mandorle e semi oleosi quali semi di lino, canapa, etc. Anche questi alimenti rappresentano una fonte importantissima di Omega-3, tuttavia, a causa del loro elevato contenuto calorico, se ne raccomanda un consumo anche quotidiano ma sempre controllato (es: 3 noci al giorno);

Pesce 2020-03-29T10:58:47+02:00

Pesce (fresco o surgelato), da consumare non meno di due-tre volte alla settimana. Il pesce azzurro (sardine, alici, palamita, etc.), in particolare, rappresenta un’ottima fonte di grassi polinsaturi Omega-3. Altri pesci molto ricchi di Omega-3 sono salmone, sgombro, tonno, trota, aringa e i loro oli derivati;

Olio extravergine di oliva 2020-03-29T10:57:31+02:00

Olio extravergine di oliva , da usare preferibilmente a crudo per condire gli alimenti e dosandolo con il cucchiaio per controllarne la quantità. I nutrienti dell’olio d’oliva (es: grassi monoinsaturi, polinsaturi e vitamina E) possiedono proprietà antinfiammatorie naturali;

In caso di sovrappeso od obesità2020-03-29T11:04:44+02:00

In caso di sovrappeso od obesità , si raccomanda la riduzione del peso e della circonferenza addominale, indicatrice della quantità di grasso depositata a livello viscerale. Valori di circonferenza vita superiori a 94 cm nell’uomo e ad 80 cm nella donna si associano ad un rischio cardiovascolare “moderato”; valori superiori a 102 cm nell’uomo e ad 88 cm nella donna sono invece associati ad un rischio cardiovascolare “elevato”. Ricorda che tornare ad un peso normale permette di ridurre il sovraccarico a livello delle articolazioni e quindi migliorare la sintomatologia della patologia reumatica;

Non fumare2020-03-29T11:05:22+02:00

Non fumare . Come per le malattie cardiovascolari e oncologiche, anche le malattie reumatologiche sono più diffuse tra chi non riesce a rinunciare a questo pericoloso vizio;

Favorire una corretta esposizione solare2020-03-29T11:05:56+02:00

Favorire una corretta esposizione solare per garantire l’adeguata produzione di vitamina D , una vitamina dal potente effetto antinfiammatorio purtroppo poco presente negli alimenti. È utile controllare i valori ematici (del sangue) per valutare insieme al proprio medico un’eventuale supplementazione in caso di insufficienza di questo importante micronutriente;

Praticare attività fisica2020-03-29T11:06:37+02:00

Praticare attività fisica . È opportuno non improvvisare e rivolgersi invece a uno specialista in scienze motorie e sportive per verificare quale attività sia più consona al proprio stato di salute e mobilità articolare: aerobica, esercizi a corpo libero e/o in acqua, etc. In generale, l’attività aerobica (camminare, pedalare, nuotare, etc.) ed esercizi di tonificazione muscolare praticati con metodo e regolarità (minimo 150 minuti a settimana, ottimali 300) contribuiscono a migliorare la funzionalità delle articolazioni e a controllare il peso. Inoltre, è consigliabile imparare la corretta postura dei vari movimenti nella vita di tutti i giorni (terapia occupazionale) per non arrecare danni alle articolazioni e ai muscoli, ma sottoporli al minimo sforzo;

 

Non sottovalutare mai i campanelli d’allarme2020-03-29T11:07:09+02:00

Non sottovalutare mai i campanelli d’allarme: esistono alcuni segnali specifici che contraddistinguono quasi tutti i disturbi reumatici, come i dolori articolari e muscolari persistenti, spossatezza e stanchezza, rigidità, ansia e depressione. Chi ne soffre dovrebbe rivolgersi ad uno specialista. È importante segnalare tempestivamente i sintomi al proprio medico, in modo da riuscire a trattare la malattia con le modalità e nelle tempistiche più adeguate;

Eseguire regolarmente controlli e analisi bio-umorali (esami del sangue)2020-03-29T11:07:42+02:00

Eseguire regolarmente controlli e analisi bio-umorali (esami del sangue) e mantenere una corretta adesione al trattamento farmacologico chiedendo, se si hanno dubbi su sintomi e complicanze, informazioni sui farmaci al proprio medico o al reumatologo (tutto questo una volta confermata la diagnosi di malattia reumatica);

In caso di disbiosi intestinale assunzione di probiotici 2020-03-29T11:08:27+02:00

In caso di disbiosi intestinale, l’assunzione di probiotici potrebbe aiutare a migliorare la condizione.

Avvertenze

Tutte le raccomandazioni e i consigli presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo educativo ed informativo e si riferiscono al tema trattato in generale, pertanto non possono essere considerati come consigli o prescrizioni adatte al singolo individuo il cui quadro clinico e condizioni di salute possono richiedere un differente regime alimentare. Le informazioni, raccomandazioni e i consigli sopracitati non vogliono essere una prescrizione medica o dietetica, pertanto il lettore non deve, in alcun modo, considerarli come sostitutivi delle prescrizioni o dei consigli forniti dal proprio medico curante.

 

Autore:

Dr.ssa Laura Iorio , medico specialista in Scienza dell’Alimentazione

Supervisione scientifica:

Dr.ssa Michela Barichella , medico specialista in Scienza dell’Alimentazione e Responsabile UOS Dietetica Nutrizione Clinica ASST-G PINI-CTO MILANO

Horizon Lab Company Srl
Sede Legale: Via Guardia di Rocca numero 2
Cap 47899 – Serravalle (Repubblica di San Marino)

+378 0549 907861

+39 334 1737518